LA STORIA

Il Santuario della Madonna della Suasia è il luogo più venerato dai civitellesi ed è considerato centro d’incontro e di devozione mariana di straordinaria importanza per essere riuscito nei secoli a coinvolgere e tenere unita un’intera comunità.
La posa della prima pietra avvenne il 27 luglio del 1556 nel luogo dove sorgeva una celletta chiamata la “Maestà della Suasia” e dove, nel mese di aprile dello stesso anno, la Madonna era apparsa cinque volte al piccolo Pasquino da Vignale al quale aveva consegnato un duplice messaggio: costruire una chiesa sul luogo dell’apparizione ed esortare tutti i fedeli alla penitenza, alla preghiera, all’espiazione per la salvezza del mondo.
Nell’archivio del Santuario è conservato il verbale con la descrizione puntuale delle apparizioni resa dal giovane Pasquino a Papo Cocconi che a quel tempo era commissario e luogotenente di Civitella su incarico del feudatario Vincenzo De’ Nobili, nipote di Papa Giulio III.
Nella parte alta del masso, era dipinto un pregiato affresco di scuola fiorentina che raffigura la Madonna che regge il Bambino, in piedi sulle sue ginocchia, con in mano un libro aperto. L’affresco ebbe nel tempo diverse collocazioni all’interno della chiesa e solo nel 1855 fu messo in una nicchia scavata nel muro sopra l’altare maggiore, in posizione ben visibile.

In processione veniva portata, fino al 1955, una statua della vergine elegantemente vestita, intenta con la mano destra, ornata con alcune spighe di grano, a benedire e, con la sinistra, a tenere in braccio il Bambino con in mano un libro aperto.
La chiesa, costruita su progetto a pianta greca dell’architetto fiorentino Zanobio Lastricati e portata a termine con le offerte e il lavoro dei civitellesi, venne poi affidata all’Ordine dei Servi di Maria che vi eressero a fianco il Convento.
Il Santuario uscì indenne dai terremoti del 1584 e da quello disastroso del 22 marzo del 1661 che provocò la morte di 120 persone, circa 1/6° dell’intera popolazione, e il crollo delle mura del castello con la Torre civica e le abitazioni costruite nel borgo.


L’INCENDIO

Nella notte tra il 26 e il 27 maggio del 2014 un incendio ha devastato l’interno del Santuario, sporcando col fumo affreschi, decorazioni, pitture e arredi, rendendo la chiesa inagibile per lunghi anni.
Nel maggio del 2018, coi lavori di restauro non ancora ultimati, è stata riaperta al pubblico e, con grande gioia di tutti, sono riprese regolarmente le funzioni religiose.
Questo monumento di fede, d’arte e di storia centenaria richiede oggi un sussulto di orgoglio, accompagnato da costanti gesti di devozione, di unità e di sostegno da parte della comunità dei fedeli perché possa ritornare ad essere il luogo di culto e di devozione mariana più importante della vallata.

LE APPARIZIONI

Papo già di Mongiardino Cocconi, esperto in diritto civile e canonico su incarico di Vincenzo De Nobili, detto padrone di Civitella ebbe il compito di interrogare, nella Rocca il 27 maggio 1556, Pasquino di Martino da Vignale circa le apparizioni della Beata Vergine Maria alla Maestà dell Avellaneta della Suasia.
Pasquino era un bambino poverissimo e mendicante che era solito ogni giorno, per devozione servire la Messa nella chiesa di Civitella, poi andare a recitare il rosario presso la celletta in cui era custodita l’immagine della Vergine (la stessa che ora conservata sull’altare maggiore del Santuario) presso la confluenza del torrente Suasia con il Bidente. Il punto esatto della collocazione della celletta rappresentato dall’incrocio dei bracci della croce che si possono vedere tracciati sul pavimento della Chiesa.

1 aprile 1556 Mercoledì della settimana santa 1° apparizione

Pasquino come suo solito era sul punto di uscire dalla celletta dopo aver pregato ma venne trattenuto da una voce che lo chiamava dicendo: Vieni qua.
Pasquino si voltò verso l’altare da cui proveniva la voce e vide una donna giovane, piccola, con la veste azzurra, il velo bianco sulle spalle, la cuffia bianca con i merletti attorno che stava a sedere sull’altare senza appoggiarsi al muro tenendo le mani appoggiate sulla mensa.
Gli disse: Vai dal padrone di questa terra e chiedigli di darmi un pezzo di questa per fare una chiesa. Appena tu mi porterai la risposta ti parlerò ancora.
Il povero Pasquino, riportando i documenti, cadde malato e impaurito da quella visione non ne parlò con nessuno fatta eccezione per sua madre con la quale corse alla celletta a dire il rosario e fu subito guarito anche dalla momentanea cecità.

Mercoledì 15 aprile 2° apparizione

Pasquino uscito dalla Messa udì senza vedere la stessa voce che gli disse: Se non mi porti la risposta non hai più nulla da fare qui. Pasquino il 19 aprile si reca da donna Isabella, vedova Amaducci, (padrone della terra) e le racconta l’accaduto.
Ella gli risponde chiedendogli di aspettare il ritorno da Bologna del figlio maggiore Vincenzo Amaducci, che tornato il martedì seguente (21 aprile) cedette la sua parte di terra poichè della restante lui non poteva disporre in quanto era proprietà dei suoi fratelli. (Il terreno comprendeva cinque poderi che erano dell’Avellaneta, comprendente il podere sopra e sotto la Madonna e due che erano Belchiaro e il Santissimo. Il terreno non sarà sufficiente per cui verrà successivamente acquistato quello del Duca Calbetti)

Mercoledì 22 aprile 3° apparizione

Pasquino tornò alla Maestà e dopo aver recitato il rosario vide come l’altra volta la Madonna seduta sull’altare con la mano destra alzata nell’atto di benedizione, con il volto candidissimo che gli disse di farsi dare quella parte di terra appartenente a Vincenzo Amaducci e di cominciare presto la Chiesa che nulla sarebbe mancato. Pasquino le chiese se poteva vederla ogni giorno e Lei rispose che avrebbe potuto vederla il Mercoledì e il Sabato. Dopo questa apparizione Pasquino tornò da Vincenzo Amaducci il quale gli rinnovò il consenso di usare il terreno.

Sabato 25 aprile 4° apparizione

Tornato alla celletta, Pasquino rivide la Madonna appoggiata all’altare con le braccia alte aperte e le palme distese in modo benedicente che gli disse di invitare al digiuno la popolazione il Mercoledì , il Venerdì e il Sabato e di pregare Cristo affinchè sostenesse il mondo perchè Lei non ne poteva più.

Mercoled 29 aprile 5° apparizione

Durante la mattina una processione di fedeli si recò alla Maestà dove si celebrò la Santa Messa. Quando fu recitata l’orazione del popolo Ella apparve, con la mano destra levata in alto nell’atto della benedizione, solo a Pasquino senza dire nulla e scomparve. Da allora non più apparsa ma ha fatto e continua a fare molte grazie a chi la prega con devozione.