VITA DEL SANTUARIO

“Il vasto Santuario che l’intelligente lavoro di molti insigni artisti ha abbellito con amore e con arte”, come scriveva la maestra Anna Albonico, ricercatrice e storica del paese, ha subito nel novecento significativi interventi.
Nella primavera del 1928 iniziarono i lavori di costruzione dell’attuale cupola che sostituì l’originale tiburio con il tetto ad otto spioventi danneggiato dal terremoto del 1918.
Il capomastro che eseguì i lavori proveniva da Pesaro e, alla sua scuola, si sono formati i giovani Magnani Giacomo, detto Magi, e Cortesi Ottorino, detto Torino, diventati i più apprezzati muratori di Civitella.
La cupola sormontata dal lucernaio è stata collocata al centro delle vie d’accesso al paese; arrivando da Forlì, in località Tombina, appare improvvisamente l’ampia conca dove sorge il centro abitato e la prima costruzione che colpisce il viandante è la sua immagine.

La stessa visione si ha scendendo da Galeata e dalla strada provinciale di Collina in località “Il Belfo”, come dalla Torre romana di Poggio Galmino, quando si giunge a Camazzera e, più in basso, dopo aver superato Telluccio o dalla strada comunale di Buggiana appena si arriva al Campo Nuovo.
In preparazione del quarto centenario dell’apparizione della Madonna, vennero eseguiti dalla ditta Flamini-Magnani di Civitella altri interventi importanti: fu ristrutturata la facciata esterna, alzato il campanile e, con le nuove tecniche, venne staccato dal masso della vecchia Maestà l’affresco con l’effige della Vergine e fissato su una tela.
Il lavoro, svolto dal prof. De Carolis di Bologna, ha salvato in extremis il pregevole affresco perché fu trovato in condizioni tali che poteva sgretolarsi e rovinarsi irrimediabilmente da un momento all’altro.
Dopo l’intervento, in occasione della festa della Madonna, il dipinto originale viene esposto a fianco dell’altar maggiore e portato in processione per le vie del paese nella quarta domenica di maggio.
Il 19 agosto del 1956, in occasione delle celebrazioni del quarto centenario dell’apparizione, il cardinale Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna, incoronò con due diademi d’oro, ricavati dalla fusione delle donazioni votive, la Vergine e il Bambino.
Le celebrazioni del centenario avvennero in forma solenne, durarono diversi giorni e si conclusero il 19 agosto tra un tripudio di folla mai vista, con il quadro originale della Madonna portato, per la prima volta, in processione per le vie del paese su un piccolo trono dorato a forma di ancora.
L’avvenimento, che vide la straordinaria partecipazione di un’intera popolazione è documentato da una serie di foto che si trovano esposte in sacrestia.

DEVOZIONE A MARIA

La pietà popolare cristiana, le cui origini si fanno risalire fino al IV secolo, si nutre del particolarissimo rapporto che lega il cristiano a Maria, come il figlio alla madre. Molte sono le voci di questo amore alla Madre, a Maria; non c’è momento, attimo della storia del Cristianesimo nel quale la Madonna non sia stata amata. La preferenza devozionale per la madonna si spiega con l’essere Maria la madre di Gesù.
A Lei, quindi, è possibile chiedere qualsiasi grazia ed in Lei si identificano coloro che soffrono e la invocano come Vergine addolorata, simbolo della sofferenza e della povertà.
Maria una persona di famiglia, materna e sollecita ad intercedere presso il Signore per le grazie implorate; ci emerge dagli ex voto, dai canti popolari, dalle preghiere dai gesti simbolici, dai culti, dalle edicole e ancora da altri aspetti e momenti di una pietà mariana ricchissima nella sua varietà.
Nelle preghiere alla Madonna (suppliche, tridui, novene, orazioni speciali e canti) appare evidente questo collegamento.
L immagine popolare di Maria appunto la sua vicinanza e familiarità con i pellegrini.
Questo confermato dai testi e dalle preghiere a Lei rivolte , ma prevalentemente dai gesti dei pellegrini nei Santuari.

Preghiera alla Miracolosa Immagine della
Beata Vergine della Suasia

(per ottenere aiuto in tutti i nostri bisogni)

Ti adoriamo umilmente in questa SS. Immagine o gran Madre di Dio,
adoriamo il Tuo Divin Figlio che nelle amabili sembianze di Bambino tieni sul tuo braccio materno.
Degnati come Madre clementissima e Madre Ammirabile di prenderci sotto la tua
protezione e di accoglierci tra i tuoi servi fedeli, e fa che in ciascuno di noi
regni sempre il santo timore di Dio e l’amore verso di te o Vergine amabilissima.
Raccomandaci al tuo divino Figlio perché a causa dei nostri
peccati non alzi la sua mano contro di noi.
Pregalo come Madre della misericordia e rifugio dei peccatori
affinchè si degni di farci risorgere dal peccato per non ricadervi mai più.
Come dispensatrice delle grazie celesti intercedi che ci salvi dal flagello del terremoto.
O Maria benedici tutti noi, salvaci e proteggici da ogni male spirituale e materiale.
Benedici o Maria le campagne, i frutti della terra tenendo con la tua
potente mano lontano le tempeste e qualunque altra disgrazia.
Benedici in modo speciale la tua Chiesa, il Papa, il collegio episcopale, i sacerdoti, i diaconi e tutti i fedeli laici,
benedici i giusti e i peccatori. Benedici le anime agonizzanti perché si salvino, le anime del purgatorio conducile alla
gloria eterna, in modo speciale le nostre anime perché la tua benedizione ci difenda
da tutti i pericoli di questa vita e ci ottenga la gloria eterna. Amen.

(Si recitano tre Ave Maria, le Litanie e la Salve Regina)